CD
- DidjeDrum (Triad 2002)
DIDJEDRUM è un percorso ritmico del tutto originale che nasce dall'unione
di due didjeridu e un percussionista/batterista che utilizza: batteria, djembe,
bongos, oududrum, hang, darbuka, sonagli, rainstick,
seadrum, rumori vari, fischietti e altro.
Papi Moreno (didjeridu, slidedidje, voice), "Tannì"
Walter Mandelli (didjeridu, shruti box, sticks)
e "Nero", Gennaro Scarpato (drums, percussion, harmonica)
Sound
& Engineering: Jungle Sound - Milano - Recorded
by: Dynamo Sound - Torino

Nel gennaio 2002 dopo l'incontro di Gennaro Scarpato (batterista di Edoardo Bennato) e Papi Moreno
avvenuto grazie a Saul Beretta di Musicamorfosi, con il quale
portano avanti un lavoro teatrale di nome "Orizzonti Australi", nasce l'idea di unirsi assieme a Tannì Walter Mandelli e creare un
trio ritmico: i TRIAD (nome coniato da Moreno). In novembre si trovano a registrare nello studio
di Marco Cimino (Dynamo Sound, Torino) uno dei componenti dei Doctor
Jazz e qualche giorno dopo in Jungle Sound a
Milano per il mixaggio.

"Run
to the city" fa parte della colonna sonora
del DVD "Marocco" di Motociclismo Fuoristrada
(numero di luglio 2005 - 20.000 copie in tutte le
edicole) e di un CD Compilation distribuito in tutte
le agenzie di viaggio Turisanda, grazie all'agenzia
Kiver di Milano.
COMPILATION
AUSTRALIANA

Il brano Run To The City fa parte
di una compilation dell'australiana Music-Mosaic dove sono presenti
alcuni suonatori internazionali di didjeridu. (Didgeridoo Drum Dance
- Music Mosaic, Australia. 2009)
Recensito
su www.spazisonori.it.
Triad - Didjedrum. Se avete sentito parlare di musica
tribale e ritmi affini, ma non vi siete mai preoccupati
di approfondire, questo è il cd giusto per cominciare
a conoscere questo mondo fatto di drumming che sta
a metà tra la tekno, la jungle e la tribal music,
con ottime contaminazioni di musica etnica, condensate
in questo disco per mezzo del didjeridu, strumento
tipico delle popolazioni aborigene australiane. Questo
album presenta un sacco di aspetti interessanti da
cogliere, passaggi sperimentali per cui riesce anche
difficile pensare ad un contesto ideale di ascolto.
Verosimile magari accostare queste ritmiche a qualche
trance-party o a locali dove si suona la musica afro-beat.
Di certo qui dentro ci sono ottimi pezzi, ben suonati
e altamente energici, anche se al primo ascolto non
sono facili da digerire. Trovo comunque che sia un
lavoro deciso, interessante e ben progettato, originale
e perfino ipnotico per certi aspetti. Un album fuori
dai canoni, per i veri amanti dei "suoni insoliti".
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